Comunicazione AIBI: “Maltrattamenti e abusi”

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Ci tengo molto a segnalare questo corso organizzato da AIBI rivolto alle coppie che stanno adottando. Si tratta di un momento di formazione che sarà molto utile ai genitori della fase del post-adozione quando potranno uscire alcune di queste problematiche.

L’obiettivo è quello di entrare nella mentalità che i nostri figli non provengono da situazioni “normali”, ma hanno visto e vissuto momenti che noi non possiamo neanche immaginare.

La sede del Corso è a Mestre (VE), in via Querini 19/A e si terrà dalle 10.00 alle 17.00,  sabato 16 giugno 2012.

Per maggiori informazioni vedi volantino

 http://www.venetoadozioni.it/files/0000/0891/abuso_e_maltrattamento.pdf

»

  1. Ho dato uno sguardo al programma che propone AiBi (riportato sotto) sono d’accordo, ma…

    Target: coppie in attesa, coppie all’inizio del percorso, che si stanno
    interessando dell’adozione di bambini che potrebbero provenire da situazioni di
    violenze, maltrattamenti e abusi, sia fisici che psicologici.

    E-Tutti i bambini in adozione hanno comunque un vissuto ”triste”, non fosse altro per l’abbandono. Provengono quasi sempre da contesti sociali di povertà, assenza di servizi pubblici adeguati, incapacità genitoriale ad educare, assenza di figure di riferimento, poca scolarizzazione, convivenza promiscua e … il più delle volte violenza quotidiana.

    Violenza che purtroppo subiscono nella loro comunità in cui chi fa “violenza” è perché a sua volta la subisce tutti i giorni (assenza di lavoro, di ammortizzatori sociali, dello stato, della famiglia, senza prospettive future di avere una vita dignitosa … disgregazione sociale…), un modo di comportarsi diventato parte del vivere quotidiano.

    Conduttori: Psicologo.

    E- Io direi che dovrebbe essere affiancato da un sociologo, e/o mediatore culturale che provenga dal paese d’origine del minore o che ne conosca “molto bene” le problematiche socio/culturali.

    Contenuti: i bambini in stato di abbandono spesso sono stati vittime di abusi e maltrattamenti.
    Vogliamo comprendere come gestire le conseguenze psicologiche, emotive, comportamentali e
    relazionali di un bambino che proviene da questa realtà.
    I partecipanti saranno aiutati a rendersi consapevoli di cosa significhi accogliere un bambino
    che ha subito maltrattamenti e a trovare in sé le
    adeguate risorse per farvi fronte.

    E- Sono convinto che prima di tutto si dovrebbe raccontare e far capire il contesto sociale in cui il bambino vive, capire le dinamiche e le motivazioni storiche che hanno determinato quello stato sociale. Comprendere una cultura “diversa” sarà di aiuto poi a comprendere la “diversità” dei nostri figli… capire ed accettare la “diversità “ come “crescita “ individuale che faciliterà l’accettazione del suo vissuto.

    Parlare di conseguenze delle violenze senza capirne le motivazione profonde potrebbe essere fuorviante, si potrebbe pensare ad una violenza da parte del “cattivo” (papà, mamma, adulto ecc…) che potrà essere “curata” con la nostra comprensione e “disponibilità”.
    Purtroppo non è cosi, le cicatrici sono talmente profonde che vanno oltre la singola violenza subita.

    Alcune volte ci si chiede:
    si integrerà meglio un bambino (tipo in…..America Latina) di sette-otto anni che è vissuto parzialmente in strada e che ha subito anche “violenze”……???
    oppure un bambino di 3-4 anni che per vari motivi è stato sempre istituzionalizzato, lasciato nella culla e senza stimoli ?? ….. la casistica è cosi vasta e diversa da non finire mai…

    Se io ho coscienza e conoscenza di questa realtà ritengo mi sia più facile, poi comprendere ed accettare il vissuto di mio figlio…..

    Dal momento che sarebbe impossibile entrare nelle problematiche di tutti i paesi del mondo, forse sarebbe più interessante e corretto affrontare in profondità questi problemi una volta che si conosce il paese che attualmente accoglie nostro figlio.

    Il corso permette alle coppie di confrontarsi con le possibili difficoltà
    riscoprendo le necessarie risorse per essere genitori di un figlio che può
    portarsi dietro un passato molto pesante.

    E- Una volta avuto l’abbinamento (e quindi conoscenza del paese) sarebbe molto utile un incontro-confronto (mediato anche dallo psicologo) con le coppie che sono tornate da quel paese e che hanno voglia di raccontare il loro percorso adottivo.

    Enrico

    • Ho segnalato il corso di AIBI perchè mi è sembrato curioso che qualcuno si stia interessando a queste problematiche che fino ad oggi sono state per lo più taciute. Forse perchè da pochi anni stanno entrando in Italia ragazzini di sette-otto anni….bambini neonati o di un anno forse hanno meno probabilità di incontrare un “mostro cattivo”. Non ho frequentato il corso e non posso esprimere un’opinione diretta. Il mio è un mero apprezzamento per il coraggio dimostrato nell’affrontare un tema tabù.
      .
      Su come trattare tematiche così delicate, sono d’accordo con te, Enrico. All’interno di una sessione di lavoro di preparazione delle coppie, dovrebbe esserci, a mio avviso, una riflessione sulle problematiche dell’abuso e maltrattamenti. Fare un corso ad hoc non so quanto possa essere rielaborato ai fini pratici, però è un inizio. Un inizio per comprendere una realtà che una madre potrebbe trovarsi su due piedi ad affrontare. Già, perchè in prima linea ci sono quasi sempre le mamme.

      E’ comunque nella fase del post-adozione che il tema va sviscerato, come dici tu, dividendo per paesi, per cultura, per specificità maschio e femmina, perchè come vengono percepiti i ruoli all’interno di un contesto sociale è importante.
      .
      Il comportamento dei nostri ragazzi, la loro confusione nell’adolescenza sulla sessualità, ostentata e provocante oppure taciuta e sofferta…..il rigiro di ragazze, boy friends, con difficoltà all’attaccamento, merita di più di un “mio figlio è cacciatore” o “mia figlia ha il sangue caliente perchè viene dall’America Latina”… dietro ci sono, di solito, motivazioni più complesse….
      Grazie comunque di aver sollevato un quesito importante.

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